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Silvestro Lega (1884) - Disegno a matita cm. 38x26 - Pinacoteca Civica “S. Lega” - Modigliana (Fc)Samori

Si tratta di un disegno a matita su carta azzurra applicata a cartone. L’effigiato è Domenico Samorì, detto Scarlancan, gestore di una locanda nella via, che all’epoca si chiamava “Macanel” (perché antico ghetto ebraico) e che oggi è via S. Lega, al civico n. 13. L’annessa osteria, al piano terra, era frequentata dalla borghesia modiglianese (tant’è che la locanda ospitò anche G. Garibaldi ed il suo seguito allorché il Generale tornò a Modigliana l’8 ottobre 1859) e quindi anche da Silvestro Lega quando si trovava nel paese natale. Un aneddoto, appartenente alla tradizione locale, vorrebbe che questo ritratto sia stato eseguito dal pittore in cambio di un pasto all’osteria, ma ciò è poco credibile per varie ragioni: Lega mantenne per tutta la vita l’orgoglio di appartenere ad una famiglia nobile ed un tempo ricchissima, per cui non si sarebbe abbassato, proprio nel suo paese, a mendicare un pasto in cambio di un disegno, mortificandosi anche come artista oltre che come uomo; a Modigliana manteneva molti amici affezionati e benestanti, che potevano offrirgli un pasto; era ancora vivo il fratellastro Don Antonio, parroco in Santa Caterina; inoltre la sua cara nipote Fanny (la figlia di Eleonora) che abitava a pochi passi dalla locanda, aveva sposato Bernardo Gualdi, un fabbro benestante che avrebbe sostenuto lo zio presente in paese; si aggiunga che il disegno rappresenta Scarlancan in abito da festa e non con l’abbigliamento ed il grembiule da oste. Perciò, se c’è stato uno scambio fra pasto e prestazione artistica, certamente ciò è avvenuto nell’ambito di una scherzosa contrattazione fra amici. D’altra parte l’anno 1884 (che è la data di esecuzione del disegno) non corrisponde ad uno di quei “momenti neri” che spingevano Silvestro a tornare fra le sue colline. Anzi, egli stava vivendo un periodo di particolare serenità ed appagamento da quando, dopo il 1881, aveva iniziato a frequentare assiduamente la numerosa famiglia dei Tommasi, che da Livorno si era trasferita nella villa fiorentina “La casaccia” a Bellariva. La Casaccia era un cenacolo frequentato da molti artisti, la famiglia coniugava i valori della tradizione con senso pratico ed un certo anticonformismo, e Lega, maestro di Angiolo e del più giovane Ludovico Tommasi, qui aveva trovato il luogo ideale per elaborare una personale visione dell’impressionismo che produsse molti capolavori.

Questo ritratto è solo un disegno, ma le caratteristiche fisiche e psicologiche dell’effigiato balzano fuori con l’efficacia e l’intensità di opere più importanti.

Balza fuori il corpo tozzo e robusto dal ventre sporgente, il viso a luna piena, gli occhi affossati nella pinguedine, il cappello che “l’azdor” romagnolo non si toglieva mai, le mani infilate nelle tasche dei pantaloni ad esprimere la sicurezza e l’orgoglio del popolano che, con il suo lavoro e la sua intelligenza, ha conquistato benessere e rispetto.

Dove e Quando

MODIGLIANA (FC)

Sala P. Alpi (Ex Chiesa di S. Rocco) Piazza Pinerolo

dal 14 MAGGIO al 17 SETTEMBRE 2017

Orari

Domenica dalle ore 15.00 alle ore 18.00

Giorni feriali su appuntamento :

Tel. 0546.949515

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