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Silvestro Lega (1879) - Olio su tela cm. 62x47 - Collezione privatavespignani

Dallo sfondo emerge in tutta la sua dignità la figura di un Signore, a cui l’età avanzata non ha tolto volontà ed energia. Appare come colto da uno scatto fotografico improvviso, perchè non guarda il pittore, i suoi occhi sono rivolti altrove e la mente è concentrata su un molesto pensiero che gli inarca il sopracciglio. La luce, che illumina il volto, chiuso in una sorta di rettangolo, ne evidenzia il naso importante, l’orecchio particolare e la folta barba bianca. L’effigiato è Jacopo Vespignani (1806-1887). Signore di una vasta tenuta agricola vicina a Tredozio, abita con la moglie Ginevra Fabbroni ed i figli nella villa “La collina”, ma trascorre anche alcuni mesi dell’anno a Firenze; fa parte di quella elite tredoziese dalle idee liberali e progressiste, che si alternava nell’amministrazione del paese, che il Vespignani aveva governato come sindaco dal 1871 al 1873. Lega frequentava la famiglia Vespignani, con la quale poteva esserci un antico legame, se il patriarca era stato amico di Antonio Lega, padre del pittore, o era legato a Don Giovanni Verità, del quale era quasi coetaneo; oppure si trattava di una amicizia più recente favorita dai Fabbroni. La presenza poi dei Vespignani a Firenze per lunghi periodi manteneva vivo questo vincolo al punto che Jacopo probabilmente fu fra quegli amici fiorentini, che decisero di sostenere il pittore commissionandogli i ritratti in un periodo difficile della sua vita. Infatti, fino al 1878, S. Lega vive per alcuni anni in uno stato di grave depressione indotto da lutti, delusioni e sofferenze: erano morti i due fratelli sacerdoti, era insorta una grave malattia agli occhi, era fallita la Galleria aperta con Borrani. Nel 1878 però, soprattutto grazie ai colleghi ed agli amici, il pittore cominciò a frequentare l’osteria della Sora Zaira in via del Parione, dove si incontravano gli artisti e dove si parlava delle novità provenienti da Parigi, e finalmente ritrovò vigore ed entusiasmo per dare un’altra svolta alla sua arte.

Nel gruppo dei ritratti degli amici (R. Carnielo, F. Gioli, A. Bockin, A. De Vico, N. Barbino) eseguiti nel biennio 1878-1879, dei quali fa parte anche il ritratto di Jacopo Vespignani, il pittore riversa nuova vitalità e nuova energia e sperimenta una diversa concezione della luce.

Dove e Quando

MODIGLIANA (FC)

Sala P. Alpi (Ex Chiesa di S. Rocco) Piazza Pinerolo

dal 14 MAGGIO al 17 SETTEMBRE 2017

Orari

Domenica dalle ore 15.00 alle ore 18.00

Giorni feriali su appuntamento :

Tel. 0546.949515

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